Pur facendo parte di una famiglia abbastanza numerosa, da noi i matrimoni sono stati abbastanza rari: ho calcolato che, in tutta la vita, lato amici-parenti miei ho partecipato a un totale di 6 eventi nuziali.
Quando poi mi sono messa con Lui, ho velocemente triplicato il numero, visto che al PaesediLui ci si sposa con una certa frequenza. E sì, allora mi sono accorta che c'erano delle tendenze comuni, delle usanze, dei dettagli che si ripetevano, ma finiva lì.
Non ho mai sognato il giorno del mio matrimonio. Non ho mai dedicato un pensiero al mio abito da sposa. Finché ho potuto, ho opposto strenua resistenza all'idea stessa di convolare a nozze. Quindi qualsiasi cosa ruotasse intorno ai preparativi mi era oscura quanto un'equazione algebrica di livello base, mentre tradizioni e rituali mi facevano lo stesso effetto di una grattugiatina di unghie sulla lavagna rotta.
Giunto il momento di organizzare il nostro matrimonio, e stabilito praticamente tutto in tre mesi, mi è comunque servito fare un giro su qualche sito specializzato, soprattutto perché circa il 98,7% di tutto ciò che comparirà in scena quel giorno è stato acquistato online. E lì mi si sono spalancate davanti le porti di quel mondo di meringhe al fiele che è Weddingland.
Non farò pubblicità negativa al forum che ho maggiormente visitato (vi basti sapere che ha il nome più banale che mente umana possa concepire), ma credetemi se vi dico che una citazione di Blade Runner qui ci sta proprio bene.
Il forum è popolato per il 97,8% dello spazio da Bridezille impazzite che disquisiscono con decenni di anticipo del colore delle mutande da far mettere al sacerdote, che si accapigliano virtualmente con altre Bridezille, insomma, che sembrano uscite da un brutto film con Jennifer Lopez.
E però per me è stato importante addentrarmi negli oscuri meandri di questo incubo virtuale, la conoscenza è potere e io ho imparato davvero tanto in questi mesi di navigazione basita.
Per esempio.
Esistono alcune case di moda nuziale che vanno per la maggiore. Pronovias, Maggie Sottero, Colet, Rosa Clarà.
Agli occhi di un qualsiasi essere umano, i vestiti sono praticamente tutti identici, ma le bridezille sono capaci di disquisire per ore sugli infinitesimali dettagli che distinguono l'uno dall'altro.
Non ci credete?
E naturalmente, questi 4 qua sopra sono riconducibili alla categoria "semplici". Un giusto compromesso fra il "troppo semplice" del prossimo esemplare
e il modello "principessa" che (cito) "tutte le spose sognano" (sì, d'inverno quando fa freddo e vuoi il piumone)
Ma mi raccomando: che sia rigorosamente bianco bianco bianco, altrimenti (cito) "rischi di confonderti con le invitate".
E munito di velo, altrimenti (cito) "non fa purezza".
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