C'era una volta,
tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, un omone grande, grosso e testardo, che aveva fatto dell'ottimismo uno stile di vita molto prima che l'idea diventasse uno spot per una nota catena di negozi di elettronica.
Quell'omone grande, grosso e testardo giocava a calcetto, gli piaceva stare in compagnia e mangiare in allegria. Così, in un'estate appena più piovosa di questa, quell'omone grande e grosso propose agli amici del calcetto di chiudere la stagione in bellezza organizzando un barbeque italo-rumeno, salsicce vino e canzoni, allargando l'invito anche alle compagne e alle famiglie dei giocatori.
E fu così che si ritrovarono 10 calciatori, 10 fra fidanzate e mogli, un numero imprecisato di bambini e qualche cugino, nel grande spiazzo dietro il campo da gioco, ad accendere il fuoco per la brace mentre le donne insaporivano la carne e le chitarre venivano trasportate via dai rigagnoli d'acqua che si erano nel frattempo formati grazie alla pioggia che, a intervalli ritmici, si rovesciava a cascata rotta sugli astanti.
Tutti zuppi, infreddoliti, il fuoco che cercava loro di spiegare l'impossibilità di accendersi se continuavano a fargli la doccia, le salsicce che cominciavano a gocciolare pure loro, la chitarra abbandonata in una pozza d'acqua e le sempre più insistenti richieste di andarsene a mangiare una pizza al chiuso.
Solo un uomo rimaneva impavido a sfidare la sorte. Il nostro omone grande e grosso era infatti fermo nell'arco della tettoia, i piedi ben piantati in terra, sembrava uscito "a verificare quale fosse la porzione di cielo locale che gli apparteneva". Ma no, le braccia fermamente ancorate al petto, il nostro omone grande e grosso scrutava il cielo con aria di sfida e dichiarava "Smette. Fra poco smette."
"Vi dico che smette, datemi retta."
Uno scroscio violentissimo fa imbarcare la tettoia.
"Sta smettendo, visto?"
L'acqua ha raggiunto il tavolo, le salsicce e tutte le vettovaglie.
"Eccolo là, si sta schiarendo."
Un'ora dopo aveva smesso di piovere, erano uscite le stelle e noi stavamo allegramente mangiando salsicce speziate mentre la signora del palazzo di fronte ci insultava.
Tutto questo, miei cari lettori, per dirvi che sì, finché il Comune non rilascia l'autorizzazione io mi tengo la tutina gialla a portata di mano, ma in fondo in fondo so che con Lui le salsicce alla fine si mangiano sempre. ☺



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