Roma, autunno 2002
Lui ha una bizzarra abitudine: prima di andare a dormire chiude porte, finestre e tapparelle come se non ci fosse un domani, e accende la musica.
Esatto, lui va a dormire con la musica accesa.
Si sa, all'inizio di ogni storia d'amore si cerca sempre di venirsi incontro, trovare un compromesso, accettare le piccole manie e idiosincrasie dell'altro; perciò, nonostante sia completamente e totalmente refrattaria al buio, Lei non protesta e acconsente a questo rito serale.
Ma lasciamoli un attimo da parte.
A Hollywood i film si fanno per fare soldi, ma non sempre, non tutti.
Ci sono piccole sacche di resistenza che cercano di realizzare Arte, Poesia, di raccontare Storie non ordinarie, dove si scandagli l'animo umano e si offra un nuovo punto di vista sul Grande Viaggio che tutti noi compiamo.
Uno di questi resistenti era Johnny Depp, attore di una nuova generazione post-anni '80 famoso per il sodalizio con Tim Burton e per una carriera costellata di personaggi sempre al limite, freak dal cuore buono distrutti dall'umanità malvagia e insensibile.
Un altro era Jim Jarmusch, regista del tutto indifferente alle logiche hollywoodiane, capace di fare film a episodi incentrati sulle sigarette o ambientati in un taxi.
Poi c'era Neil Young, celeberrimo cantautore anni '70 diventato famoso nella formazione Crosby, Stills, Nash & Young e poi solista con una produzione che dura tuttora.
Insieme, i tre eclettici artisti hanno dato vita a un piccolo film indipendente, intitolato Dead Man ed uscito nel 1995: narra la storia del giovane contabile William Blake (Johnny Depp) che, nel West dell'800, lascia casa per andare a iniziare un nuovo lavoro. Una serie di eventi sfortunati lo lasciano mortalmente ferito su un cavallo diretto verso il nulla, dove incontra un Nativo di nome Nessuno: questi si convince che il ragazzo sia la reincarnazione del grande poeta e decide di accompagnarlo nell'ultimo viaggio. Sulle loro tracce, intanto, si muovo tre spietati e amorali sicari con tendenze cannibaliche.
L'interpretazione di Depp è, come erano sempre i suoi lavori a quei tempi, magistrale, e la regia di Jarmusch crea un'atmosfera surreale e crudele. Ma il vero valore aggiunto del film è nella colonna sonora di Young, fortemente intrisa di temi western e molto, molto, lisergica.
In molti brani, nell'incisione originale, la voce di un Johnny Depp sempre più morente e visionario si sovrappone a note appena accennate in un bofonchio di parole non sempre comprensibili.
Ora torniamo a Roma.
Ricordate Lui e Lei? Ma in particolare Lei, che da anni ha tanti problemi di sonno, con qualche traccia di pavor e incubi ricorrenti? Lei che per amore accetta di andare a dormire con la musica accesa e nel buio più totale?
Ecco, Lui e Lei amano tantissimo questo film, che hanno visto in sale cinematografiche vuote e perplesse (mai quanto quelle dove hanno visto Arizona Dream, ma questa è un'altra storia).
E Lui ama molto Neil Young, e pensa sia il caso di far vedere a Lei quanto sia colto e sofisticato. Perciò, una delle prime notti che passano insieme, decide di mettere su proprio la colonna sonora di Dead Man, senza che però Lei lo sappia, visto che si addormenta sempre prima di Lui.
Provate a immaginare la scena: Lei che si sveglia nel cuore della notte, nel buio più assoluto, in una casa sconosciuta, con un tizio che bofonchia parole ubriache da sotto il comodino. Una roba tipo quella che potete sentire dal minuto 1:25 qui.
Roma, estate 2014.
In casa di Lui e Lei ora si dorme con la serranda appena chiusa, a finestre aperte e con la lucina di cortesia accesa.




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