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venerdì 6 giugno 2014

Dettagli #1

Tutto è iniziato con la Standa. 

Per quelli che se lo ricordano ancora, la Standa era quel posto dove chi, come me, era nato in un piccolo paese in provincia poteva andare per scoprire, rispettivamente e a seconda dell’età: le scale mobili, il reparto giocattoli, il reparto dischi e, last but not least, il reparto libri. 


Potevo avere 13 anni (anno più anno meno, non mi ricordo) quando in quest’ultimo scoprii questo mattone dalla copertina bella: “It” di Stephen King. Premetto che né conoscevo zio Steve né avevo mai letto un mattone di quelle dimensioni (circa 1100 pagine, suppergiù un chilo, etto più, etto meno). 

Comunque, per farla breve, me lo sono comprato (circa tredicimila lire, se non mi ricordo, mica poco…) e, arrivato a casa, me lo sono divorato (era estate, avevo un sacco di tempo libero). Questa cosa ha avuto una serie di conseguenze:

1)      Pennywise mi terrorizzava, per cui prima di spegnere la luce dovevo andare almeno duecento pagine dopo l’ultima apparizione;
2)      Stephen King è diventato il mio scrittore preferito. E lo è tuttora, svariati libri dopo. Perché la questione è semplice, sono quelli che ti emozionano quelli che ti rimangono;

3)      “It” è presente anche al mio matrimonio. Dove? Fate caso al fiore che indosserò… ;-)




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